lunedì 27 ottobre 2008

TUTTI IN PIAZZA!


Partecipiamo numerosi, senza simboli di partito, all'iniziativa promossa da alcuni studenti dell'Università di Padova contro i pesanti tagli al sistema universitario.

domenica 19 ottobre 2008

Contro la legge 133! Per un'Università pubblica e di qualità!

Lo scenario che si sta delineando riguardo al nostro sistema formativo, a partire dalla scuola fino al mondo dell'università e della ricerca, è a dir poco preoccupante.
Il Ministro Gelmini ha cominciato dal settore scolastico con una serie di tagli ingenti sul personale docente, tutto questo per l'esigenza di risparmiare denaro che, secondo il Ministro e il suo collega Tremonti, verrebbero sprecati. Forse di sprechi, come in molti settori del pubblico, ce ne sono, ma non di certo nell'ambito della docenza. E viene spontaneo chiedersi, visto che il sistema formativo, specie quello delle scuole elementari italiane, è uno dei motivi di vanto del nostro paese, per una volta che qualcosa funzione perchè ci si investe parecchio, perchè decurtarne i fondi e abbassarne di conseguenza la qualità??? Anzi, invece di stanziare nuovi finanziamenti destinati all'edilizia scolastica, all'acquisto di libri o di strumentazione adeguata ad aggiornare i nostri istituti scolastici, non si fa che tagliare la spesa in maniera indiscriminata. La stessa azione che il Ministro sta portando avanti nel mondo dell'università. Il taglio enorme e soprattiutto indiscriminato dei fondi di finanziamento ordinario è inaccettabile. Specie per un ateneo come quello patavino che si è sempre distinto per una buona gestione delle risorse e delle spese. E da parte di noi studenti è ancora più intollerabile perchè la riduzione dei fondi porterà inevitabilmente ad un aumento delle tasse, già alte, senza per altro avere in cambio un miglioramento dei servizi e dell'offerta formativa.
La limitazione dell'assunzione di personale a tempo inditerminato al 20% dei pensionamenti contribuirà a diffondere l'istituzione del numero chiuso per rispettare il rapporto docenti/studenti; e soprattutto la riduzione delle asssunzioni sbarra inevitabilmente la strada a chi volesse intraprendere la già di per sè difficile carriera accademica e destina al precariato permanente chi l'ha già intrapresa. Senza contare che nemmeno la "carriera scolastica" (e capirai che carriera visto che la categoria dei professori di scuola è tra le più bistrattate in questo paese) è più definita, perchè con l'abolizione della SISS (la scuola di formazione per diventare insegnanti), e soprattutto senza una vera proposta alternativa per reclutare professori, noi studenti non sappiamo che strada dobbiamo percorrere per diventare insegnanti di scuola.
Infine la possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni di diritto privato è evidentemente un "invito" a farlo per via delle molteplici agevolazioni tributarie ed economiche di cui godono la fondazioni e diventa una "costrizione" a causa degli ingenti tagli dei fondi pubblici previsti fino al 2013.
In definitiva mi sembra che i sistema formativo italiano che vantava ancora un certo livello d'eccellenza, sia destinato ad essere smantellato. Il ministro, anzichè puntare sul miglioramento di un sistema di istruzione PUBBLICO, DI QUALITA' e aperto a tutti incentivando gli investimenti nel DIRITTO ALLO STUDIO, cerca di minarlo.
Ogni provvedimento risponde ad un disegno ormai anacronistico, se non comunque sbagliato, di portare l'università italiana al modello americano, basato sulla distinzione fra atenei di serie A, destinati a chi se li può permettere e che offrono vere garanzie di sbocco lavorativo, e atenei di serie B, pubblici, ma di scarsissima qualità.
Noi come studenti credo dovremmo volere un serio investimento nel diritto allo studio per consentire a tutti di poter accedere alle stesse opportunità in base al merito. Dovremmo auspicare un serio investimento in strutture e servizi per poter mantenere alto il livello del nostro sistema formativo; dovremmo esigere una seria valutazione di come vengono gestite le risorse negli atenei, in modo che, se si mira realmente ad eliminare gli sprechi, non si colpiscano gli atenei in modo indiscriminato. Dovremmo pretendere infine che la ricerca finalmente assuma un ruolo di traino del progresso sociale e culturale del nostro paese, e come tale che sia prima di tutto lo Stato a supportarla, e non sia esclusivamente relegata alla discrezione di finanziatori privati.
In questi giorni all'università c'è stata un'ampia mobilitazione da parte degli studenti, dei ricercatori, dei docenti e del personale tecnico-amministrativo e credo che per raggiungere davvero qualche risulatato, bisognerà proseguire TUTTI ASSIEME quest'opera di sensibilizzazione, rivolta soprattutto alla cittadinanza. La mobilitazione e l'indignazione non devono coinvolgere solo le parti interessate perchè credo che "combattere" la miopia di un Governo che non investe sui giovani talenti, che non premia il merito, che non punta sulla conoscenza e su un'istruzione pubblica e di qualità, sia un dovere di tutti.

Chiara Zampieri- rappresentante degli studenti in Senato Accademico

venerdì 10 ottobre 2008

RINVIO ELEZIONI PRIMARIE DEI GIOVANI DEMOCRATICI

Vi riportiamo il comunicato stampa di Fausto Raciti, candidato alla segretaria nazionale dei Giovani Democratici.

"Credo che ci siano le condizioni organizzative per svolgere le primarie dei giovani democratici il 17 e 18 ottobre, grazie al lavoro del Comitato Promotore Nazionale, dei Comitati Promotori Regionali e del Partito Democratico. Detto questo, ritengo che come segnale di disponibilità e di massima apertura del percorso, sempre nell’interesse della più ampia partecipazione possibile, si possa posticipare la data delle elezioni primarie al 7 e 8 novembre. Sono per superare la fase delle polemiche regolamentari e per cominciare a discutere di politica in un clima più sereno, alla luce del fatto che negli ultimi giorni ogni frase pronunciata dai candidati alla segreteria nazionale, me compreso, è stata utilizzata e liberamente interpretata all’interno del dibattito politico del Pd. Da ora vorrei che questo clima cessasse definitivamente. È spiacevole che questo rinvio ci porti via un mese di attività in un momento in cui il governo delle destre attacca la scuola, i lavoratori e i più giovani. Invito le centinaia di ragazzi e ragazze che in tutta Italia si sono impegnati in questi giorni per la riuscita delle elezioni primarie a conservare lo stesso entusiasmo e lo stesso impegno che hanno profuso fino ad oggi, così che il giorno delle elezioni possa essere una giornata di festa per tutti.
Fausto Raciti."

lunedì 6 ottobre 2008

L’apartheid: viaggio nel regime di segregazione che sta nascendo a Nord-est


Titolo: L’apartheid: viaggio nel regime di segregazione che sta nascendo a Nord-est

Autore: Toni Fontana, nato a Feltre (Belluno) e giornalista del L’Unità

Introduzione: Walter Veltroni

Capitolo 14: I venti anni di Meryem

Note: questa storia non è inventata, ma vera. La ragazza è fatta di carne e ossa che potete vedere quihttp://www.youtube.com/watch?v=TSUos2dBFrs&feature=relatede la sua battaglia è testimoniata in numerosi articoli, tra i quali: http://82.193.34.123/node/9107


I VENTI ANNI DI MERYEM

Ormai vengo spesso in piazza dei Signori , bella e accogliente, con i tavolini del bar ‘Signori e signore’ sempre pieni di gente e i camerieri che trottano tra un tavolo e l’altro. Meryem è puntualissima, “Sai” esordisce indicando i tavolini della pizzeria che si affaccia sulla piazza centrale di Treviso “ho lavorato lì per alcuni mesi e questi luoghi li conosco bene.” Meryem ha 21 anni, è carina, i capelli crespi e nerissimi coprono un viso minuto e delicato, un po’ nascosto dagli occhialini.Non si può non crederle quando dice che sugli autobus si rivolgono a lei parlando in italiano e si lamentano degli extracomunitari, salvo poi fare un passo indietro quando scoprono che è marocchina. Ma se non è lei a dirlo è difficile, se non impossibile, scoprirlo. Parla con un accento della Marca, non molto evidente e percepibile, ma padroneggia così bene l’italiano che non passa per la mente di chiederle da quale paese proviene.
“Avevo dieci anni quando mio padre mi ha portata in Italia da Casablanca, lui viveva qui da molti anni, dal 1987, e aveva già girato diverse città prima di stabilirsi a Treviso, era stato per un certo periodo anche in Spagna. Subito ho fatto amicizia con altre bambine italiane e ho imparato la lingua, all’inizio non ho incontrato problemi. Poi quando ho iniziato la quinta elementare ho cominciato a sentire le prime battute razziste.” […]Ora Meryem studia economia internazionale all’università di Padova e lavora “per alcune ore, ma con contratto a tempo indeterminato” per un’importante catena di grandi magazzini. Il lavoro non manca , non si tratta di nascondere il fatto che qui nella Marca le occasioni sono cento volte più numerose che in altre parti d’Italia. Ma qui sta il punto. Di quale integrazione stiamo parlando?“A scuola, soprattutto alle medie, mi offendevano quasi tutti i giorni” ricorda Meryem “io mi sono abituata a rispondere, fin che è possibile mi difendo con le parole, quando superano il limite e non vi sono alternative, meno le mani”.La ragazza è delicata e cortese, educata e parla con estrema calma, è difficile immaginarla mentre prende a sberle qualche coetaneo che, mi viene da pensare, se l’è andata a cercare.“Se non reagisci,” prosegue “ti abitui a subire, a non contrastare. Alcuni studenti di origine marocchina come me non ce la fanno a reagire, sono intimoriti, incassano. Ma ciò è molto pericoloso perché chi subisce finisce poi per covare rabbia e aggressività e quando poi cresce si sfoga sviluppando una violenza cento volte superiore. Non mi sono mai occupata di politica e ho sempre accarezzato un sogno, quello di formarmi e studiare qui nel Veneto e poi andarmene, da qualsiasi parte, in un luogo in cui la mentalità è più aperta. Qui hanno osato dire che veniamo dalla savana, che non abbiamo cultura. Molti di noi si nascondono, si vergognano di venire da un altro paese, di possedere altri valori ed insegnamenti.
L’altro giorno stavo sull’autobus. Spesso, anzi quasi sempre, mi scambiano per un’italiana, una donna ha iniziato a parlare male degli immigrati e quando le ho detto che sono nata in Marocco ha fatto un passo indietro.[…]

Ora Meryem, Amina, Tahra e tante altre e tanti altri hanno fondato il gruppo Seconda Generazione che, scoprirò l’indomani, ha anche il sottotitolo: “Associazione padana per la tutela dei diritti dell’uomo e per il volontariato”. “Stiamo cercando una sede, siamo tutti giovani figli di immigrati, i genitori di molti di noi, come me, hanno il passaporto italiano e votano alle elezioni. Per domani abbiamo promosso la seconda manifestazione di protesta, poi, per un mese, ci dedicheremo solamente al volontariato. Ci occupiamo del recupero di coloro che cadono vittime della droga e dell’alcol. Abbiamo convinto due ragazzi a tornare a casa e a riprendere la scuola. Aiutiamo gli insegnanti di sostegno,i bambini che devono imparare l’italiano, ma alcuni valori, come quello della lealtà, devono essere insegnati solo da maestri madrelingua. Andremo negli ospedali per aiutare le gestanti che non parlano italiano, i malati che non riescono a farsi capire.”L’integrazione? “Noi puntiamo sulla convivenza, sulla possibilità di vivere tutti assieme. Io e alcune mie amiche vogliamo andarcene di qua, ma molti di noi vogliono restare e sperano in un futuro migliore. Se le cose non cambieranno finirà come nelle banlieue di Parigi. Non ho paura del carcere se ci dovrò finire per difendere i miei diritti. […]

Noi stiamo lavorando per la terza generazione, quella che verrà, quella dei nostri figli che non sono ancora stati concepiti. La nuova generazione, quella che verrà dopo la nostra, vivrà in condizioni migliori, la società sarà abituata alla convivenza, anche la prossima generazione dei veneti non sarà razzista, per loro sarà normale stare assieme a giovani italiani nipoti dei primi immigrati. Se non me ne sarà andata manderò a scuola i miei figli in una società nella quale le discriminazioni saranno un lontano ricordo.”

Consiglio a tutti di leggere il libro di Toni Fontana, uscito da poco nelle librerie e propongo al giovanile di contattare Meryem e lavorare con lei per la prossima generazione, quella che verrà, che vivrà in condizioni migliori. Non è Meryem e chi come lei a dover lasciare il Veneto. Lei arricchisce Treviso dove vive e Padova dove studia. Lei e le sue amiche non sono una minaccia per la nostra cultura, la nostra storia e le nostre tradizioni. Abbiamo qui vicino una persona in carne ed ossa che incarna il più profondo spirito europeo di ricerca della libertà e la tolleranza della religione musulmana non fondamentalista. Non possiamo lasciarla sola, né lasciarci scappare l’opportunità concreta di fare qualcosa di importante.


Laura Frigo

domenica 5 ottobre 2008

Campania Infelix

Non c’è giorno che si parli delle Campania, e dei suoi territori più disastrati, Caserta e l’interland di Napoli. Tutti giorni sentiamo parlare delle Camorra, dei suoi delitti, dei suoi traffici, degli immensi capitali che la polizia giudiziaria sequestra.
Ma, assai pochi parlano delle povertà dei Campani. Un tempo, almeno, si sentiva qualche politico parlare della necessità di dare lavoro a questa regione. Ora, invece, si liquida il problema con l’espressione “Sviluppo del Mezzogiorno”; locuzione generica, vaga, che non propone progetti reali, tangibili, di progresso di questa regione. Però, a riguardo della Campania, bisogna dire che, un tempo, fu perno del programma di rinascita del Meridione. Non a caso si parlava di “Rinascimento Campano”, per dire che, finalmente, l’industria era approdata anche al Sud, e avrebbe permesso alle famiglie meridionali di poter sperare, un giorno, di aver un reddito simile a quello delle famiglie del Nord. Lo Stato, all’epoca, intervenne direttamente, tramite il suo braccio industriale, l’IRI; ed è grazie a tale ente che in Campania, ora, abbiamo une delle più importanti aziende europee del settore aeronautico. Oltre a questo, ci sono altri esempi di eccellenza della regione; ma, purtroppo, se paragonati all’odierno degrado, sono nulla.
Il problema cronico della disoccupazione, accompagnato al processo di deindustrializzazione degli anni ’80 e ’90, ho portato la regione a un progressivo impoverimento, esasperato, anche, da un’inflazione “galoppante”, anche se di fatto non lo è. Ma, per una regione già provata, l’inflazione al 3-4 % è già un problema, che si somma a molti altri. Infatti l’inflazione di questi anni ha impoverito ancor più la Campania, fino a creare delle enormi sacche di povertà, che difficilmente una politica assistenzialistica, come quella adottata dal governo regionale, potrà risolvere. Infatti la regione, in una legge del 2004, ha introdotto un sostegno pubblico, detto “Reddito di Cittadinanza”, con il quale la regione, mensilmente, versa ai nuclei famigliari più poveri un contributo, coordinato con attività di integrazione scolastica, lavorativo, e sociale.
Un simile provvedimento, già sperimentato in altri paesi europei negli anni ’80, può fornire delle risposte nel breve termine, ma a lungo termine, rischia di far esplodere le finanze regionali, già provate da spese pazze in campo sanitario. Infatti la sanità campana è tra le più indebitate d’Italia, insieme al Lazio, alla Liguria, alla Calabria e alla Sicilia. Ciò che manca, in questo progetto, è un programma di investimenti che creino, durevolmente, posti di lavoro; e quindi ricchezza. Tutto questo, però, trova un ostacolo, la Camorra. Finché a tale organizzazione vengono lasciati ampi spazi, la Campania non potrà mai ripartire. Infatti, è indegno, per un paese come l’Italia, che siede tra i paesi più industrializzati, “concedere” a gruppi criminali ampi territori, sui quali imperversare e imporre le proprie leggi. Un tale stato delle cose non fa altro che sprofondare la regione in una voragine, che la priva, annualmente, di popolazione. Nell’ultimo anno, ben 120 000 Campani sono emigrati al Nord, e alcuni di essi persino all’estero, perché non trovano lavoro, sono stanchi di un clima asfittico, e di una criminalità sempre più arrogante e violenta.
E’ riprovevole che una regione come la Campania, un tempo chiamata “Campania Felix” dai Romani, per la fertile e ricca terra nonché per la sua cultura e storia, debba morire per l’inerzia e l’irresponsabilità della classe dirigente odierna.

Mirko Iodi

sabato 4 ottobre 2008

La crisi della banche, un passo indietro e due passi avanti!

Davvero si preannunciano grandi cambiamenti all'orizzonte.. Forse si tornerà un po' sui nostri passi nell'era dove tutto è globale e digitalizzato! Nell'era in cui miliardi di dollari viaggiano con un click da una parte all'altra del mondo, da una banca all'altra, o peggio da una banca ad un'industria, senza che a noi sia più di tanto possibile controllare come i nostri soldi vengano impiegati...

Giurisprudenza insegna: quando andate a depositare dei soldi in banca e poi li prelevate, quelli che prelevate NON SONO I VOSTRI SOLDI MA UN'EQUIVALENTE il cui ammontare massimo può arrivare alla somma che avevate versato! I vostri soldi sono dati in "mutuo" alla banca che poi è libera di impiegarli come meglio crede, purché ovviamente garantisca di poter restituire una somma equivalente.. La cosa puzza assai!

Questa crisi che sta facendo tremare le borse di tutto il mondo forse riporterà l'economia ad una dimensione più concreta e a portata dell'uomo, anche se non sarà certo un passaggio dolce.. Bankitalia assicura che nel nostro Paese c'è liquidità (cioè denaro concreto) a sufficienza, ma.. Ci sarà da fidarsi?

A proposito Beppe Grillo racconta (una storia vera) di un coltivatore sardo che dopo una vita di risparmi decide di aprire un libretto bancario... I suoi risparmi ammontano a circa 600 milioni di lire, una bella sommetta! Un giorno il coltivatore decide che vuole i suoi soldi, va allo sportello e dice: "Vorrei avere i miei 600 milioni..". Immaginatevi la filiale che va in panico, alquanto in imbarazzo, perché ovviamente la somma versata dal contadino non si trova più lì (per il discorso che vi facevo prima)! Ed ecco che partono chiamate, telegrammi, elicotteri, e scorte blindate per riportare al contadino tutti i suoi risparmi.. Quando finalmente è tutto pronto, il contadino si reca ancora alla banca e l'impiegato gli porge una ventiquattrore piena di tutti i suoi 600 000 000 di lire e il contadino gli risponde così: "Ah ok grazie, ora che li ho visti posso tornare a casa.."!!!

E' un grande! Come piegare le banche del nuovo millennio!

Pietro Galiazzo

sabato 27 settembre 2008

Cerimonia in onore degli internati militari (27/09/08)

Volevo ricordare che oggi presso il tempio dell'Internato Ignoto (zona Terranegra-Forcellini) a Padova, si è tenuta una cerimonia di commemorazione in onore degli "internati militari" della Seconda Guerra Mondiale. La celebrazione è stata organizzata dall'ANEI (Associazione Nazionale Ex Internati) e si è tenuta alla presenza di autorità militari, civili e istituzionali (fra gli altri, il Sindaco Flavio Zanonato, l'On. Naccarato, il portavoce del Rettore dell'Università di Padova).
La"categoria" degli "internati militari" nei lager nazisti purtroppo non è molto conosciuta e spesso è caduta nel dimenticatoio. Queste persone, fra le quali tantissimi giovani, sono state fatte prigioniere dei nazisti perchè dopo l'8 Settembre decisero di non entrare nell'esercito della Repubblica di Salò, ma di reagire, rischiare la vita ribellandosi al regime fascista e combattere per la liberazione della propria Patria. Erano tantissimi giovani come noi che hanno dato le loro vite in nome di ideali che ancora oggi, dopo sessant'anni, stentano ad affermarsi. Per questo credo che sia dovere di noi giovani darci una mossa e impegnarci per affermare e trasmettere ai nostri coetanei i principi in cui crediamo e su cui si fonda la Costituzione Italiana.
Ho avuto la possibilità di intervenire alla cerimonia in veste di Senatrice accademica e di portare la voce di noi studenti, per far sentire la nostra fondamentale presenza anche su questo tema. Di seguito riporto il mio breve intervento.
"Buongiorno a tutti, sono onorata di poter essere presente ad una simile ricorrenza, soprattutto in veste del mio ruolo di rappresentante degli studenti dell’Università di Padova, dei quali vi porto un caloroso saluto. Ringrazio dell’invito e sottolineo l’importanza di questo gesto perché credo che in occasioni come queste sia fondamentale la partecipazione dei giovani, studenti e non.
Difatti noi delle giovani generazioni non abbiamo vissuto quel triste periodo che ha segnato l’Italia fascista e la Seconda Guerra Mondiale. Non abbiamo lottato nella guerra partigiana per la liberazione del nostro paese e per l’affermazione della democrazia, ma credo che sia prima di tutto nostro il dovere di ricordare, di tenere viva la memoria di quella lotta e delle tante persone che hanno dato la vita credendo nei propri ideali e che ci hanno lasciato in eredità un paese veramente libero e democratico.
Il dovere di ricordare, soprattutto vittime che purtroppo sono state quasi dimenticate o su cui si è dimostrato un minor interessamento, come gli internati militari, è un monito che sentiamo forte dentro di noi.
Oggi la nostra “lotta” è non violenta, protesa allo studio e all’impegno e prende le forme del dibattito libero, della libera scelta dei propri rappresentanti, della possibilità di poter incidere sulla scelte, di vivere in una Democrazia compiuta. Ogni luogo di vita delle persone, soprattutto delle giovani generazioni, è essenziale per far vivere quegli ideali di libertà e democrazia che ispirarono i partigiani di allora. Sono luoghi le scuole e le università, dove è necessario diffondere una cultura basata sui valori dell’antifascismo e della legalità per prevenire quelle derive di cui purtroppo ancora oggi sentiamo notizia nel nostro paese. Violenze a scuola, svastiche negli stadi, manifestazioni neofasciste e quant’altro.
L’università di Padova già all’epoca si distinse per diverse personalità che non accettarono di subire passivamente il regime, ma sentirono la responsabilità ed il dovere di svegliare le coscienza dei tanti studenti e di spronarli a reagire. Mi riferisco in particolar modo alla figura di Concetto Marchesi che nel suo famoso appello agli studenti riuscì ad infondere loro un impegno ed un coraggio per cui molti di essi misero in gioco la loro vita in un percorso senza cui l’Italia non sarebbe quella che è oggi.
Questa pagina di storia ha lasciato al nostro Ateneo il difficile compito di essere all’altezza del patrimonio che essa rappresenta. Per esserlo l’Università di Padova deve proseguire , nel suo lavoro di formazione di menti libere e nella ricerca di nuove conoscenze, in modo indipendente da qualunque tipo di ingerenza.
E noi studenti ci impegniamo ogni giorno in questo senso, per cercare di diffondere tra i nostri coetanei la cultura dell’antifascismo, del rispetto delle diversità e della tolleranza. Lottare oggi per la Resistenza ha ancora un senso molto forte. Significa lottare contro l’indifferenza e promuovere lo studio ed il diritto allo studio, soprattutto per i ragazzi che vengono da situazioni sociali più disagiate, in nome di quegli ideali che circa sessant’anni fa spinsero tante persone, fra cui moltissimi giovani, a rifiutare di sottostare ad un regime dittatoriale, oppressivo e che ha privato di ogni tipo di libertà il nostro paese."

Chiara Zampieri-senatrice accademica

venerdì 26 settembre 2008

Wake Up!

Dopo un mese di intenso lavoro è nato WAKE UP!, un giornalino a cui si sono dedicati molti giovani del Partito Democratico.
All'interno troverete articoli su scuola, università, lavoro, giustizia, politica estera ed un'intera sezione dedicata alle notizie dei vari territori. Abbiamo, infatti, pensato di dedicare uno spazio ad ogni gruppo della provincia, dando quindi la possibilità di parlare e approfondire temi che riguardassero più strettamente il proprio territorio.
Hanno partecipato i gruppi del conselvano-piovese, della bassa padovana, del cittadellese, di Cadoneghe e di Padova.
Nei prossimi giorni le 10.000 copie di Wake Up! saranno distribuite nelle scuole, nelle aule-studio, nei locali e nelle piazze di tutta la provincia. Speriamo possa essere un ulteriore strumento per poter avvicinare i giovani alla politica e al nostro partito.
Hanno collaborato alla creazione di Wake Up!: Federico Bettin, Carolina Daniele, Laura Frigo, Mirko Iodi, Davide Lazzarin, Alvise Lazzaro, Mattia Martini, Filippo Mormando, Enrico Nania, Giulia Narduolo, Tommaso Pettenuzzo, Alessandra Raimondo, Giovanna R., Mattia Rossin e Chiara Zampieri.

mercoledì 24 settembre 2008

REGOLAMENTO DELLE PRIMARIE DEI GIOVANI DEMOCRATICI - 17 E 18 OTTOBRE

Art. 1 Costituzione dell’organizzazione giovanile del PD
1.L’organizzazione giovanile del PD si costituisce mediante elezioni primarie aperte a tutti i giovani di età compresa tra i 14 e i 29 anni che sottoscrivono l’Appello per l’Organizzazione Giovanile del Partito Democratico, nel proprio territorio di appartenenza.
2.I partecipanti alle primarie, al momento del voto, versano la cifra di 1€ quale contributo all’autofinanziamento per lo svolgimento delle stesse.
3. Le elezioni primarie si terranno su tutto il territorio nazionale, il 17 e 18 ottobre.
4.I seggi rimarranno aperti dalle 10 alle 18 il 17 ottobre e dalle 14 alle 24 il 18 ottobre, fatto salvo per seggi speciali individuati in accordo con il CPR.
Art. 2 Il “Manifesto fondativo”
Il “Manifesto Fondativo” dell’organizzazione giovanile del PD, nello spirito della più ampia partecipazione, viene elaborato dal Tavolo Nazionale entro il 28 di settembre e rappresenta la base per la discussione politica nelle Assemblee Fondative Territoriali.
Art 3 Il Comitato Promotore Nazionale (CPN)
Il Comitato Promotore Nazionale coordina la fase costituente dell’organizzazione giovanile del PD. E’ convocato e presieduto da un dirigente del partito incaricato dal segretario politico.
Il CPN:
• Predispone la bozza di “Manifesto Fondativo”, lo inoltra ai Comitati promotori Regionali e Provinciali e ne cura la pubblicità e la più ampia diffusione fino alle Assemblee Fondative Territoriali.
• Predispone la Bozza di Statuto Nazionale che sarà emendata e approvata dall’Assemblea Costituente Nazionale
• Raccoglie le candidature a Segretario Nazionale ai sensi dell’art 6 comma 1 del regolamento
• Nomina i Comitati Promotori Regionali, composto ognuno da 5 a 15 componenti.
• In base al numero di componenti dell’Assemblea Nazionale stabilito all’art. 10 comma 1 del regolamento assegna ad ogni Provincia, in base ad un riparto Regionale, il numero loro spettante di delegati in ragione, per il 50% in base alla popolazione di ogni regione e per il restane 50% delle percentuali prese dal PD nelle elezioni della Camera dei Deputati in ogni singola regione.
• Decade al momento dell’elezione della presidenza dell’assemblea Nazionale.
Art 4 Il Comitato Promotore Regionale (CPR)
Il Comitato Promotore Regionale coordina lo svolgimento delle elezioni primarie dell’organizzazione in ciascuna regione.
Il CPR:
• Nomina i Comitati Promotori Provinciali composto ognuno tra i 5 e i 15 componenti.
• Nomina il collegio regionale dei garanti composto da 3 componenti.
• Svolge le funzioni di Presidenza dell’Assemblea Costituente Regionale.
• Decade al momento dell’elezione dell’assemblea Nazionale e Regionale.
Art 5 Il Comitato Promotore Provinciale (CPP)
Il Comitato Promotore Provinciale coordina la fase costituente dell’organizzazione in ciascuna provincia.
Il CPP:
• Coordina le primarie nel proprio territorio, garantendone il regolare svolgimento.
• Individua e gestisce l’apertura dei seggi elettorali. Per l’apertura di un seggio il CPP assicura, preventivamente, la presenza di un presidente e di minimo due scrutatori. Il numero dei seggi non potrò essere inferiore alla metà dei delegati assegnati ad ogni provincia.
• Assicura la massima partecipazione alle Assemblee Fondative Territoriali o d’Ambiente ed il regolare svolgimento delle stesse. Accoglie le dichiarazioni di intenti o gli ordini del giorno presentati, discussi nelle Assemblee Fondative Territoriali o d’Ambiente.
•Istruisce la presentazione degli stessi nelle Assemblee Regionali.
•Decade al momento della convocazione dell’assemblea nazionale.
Art 6 Candidatura a Segretario nazionale
1. La candidatura a Segretario nazionale deve essere presentata al CPN entro il 3 ottobre e deve essere corredata da almeno 600 firme in non meno di 5 regioni e almeno 50 in ognuna di esse raccolte su moduli nazionali scaricabili dal sito del Pd. Ciascun candidato, oltre a sottoscrivere il manifesto dell’organizzazione, è tenuto a presentare un proprio documento politico d’intenti.
2. Il segretario Nazionale è eletto mediante elezioni Primarie aperte a tutti i giovani tra i 14 e i 29 anni lo stesso giorno delle elezioni per i delegati all’Assemblea Nazionale e Regionale.
Art 7 Assemblee fondative, territoriali o di ambiente
1. Per favorire la più diffusa partecipazione possibile alle elezioni primarie e per stimolare la più ampia ed approfondita discussione politica sono organizzate Assemblee Fondative di carattere Territoriale o di Ambiente.
2. In tutte le Assemblee Fondative Territoriali o di Ambiente devono essere previste sedute di discussione e sul Manifesto Fondativo e sui documenti politici.
3. Le Assemblee Fondative Territoriali o di Ambiente si terranno tra il 4 e il 15 ottobre e saranno promosse dai CPP.
4. I nomi dei partecipanti verranno registrati in un apposito elenco dei partecipanti.
Art 8 Elezioni dei delegati all’Assemblea Nazionale.
1. Tutti i partecipanti alle Elezioni Primarie, previo il pagamento di 1 € e la sottoscrizione dell’Appello acquisiscono il titolo di fondatori dell’organizzazione giovanile del PD.
2. I dati dei partecipanti verranno registrati in un apposito albo degli aderenti.
3. Sarà cura della Presidenza del Seggio e riportare i risultati della discussione delle votazioni al CPP, nonché l’elenco dei partecipanti.
4. I delegati all’Assemblea Nazionale si eleggono con una lista unica aperta e la preferenza singola di genere. Ogni candidato può presentare la propria candidatura al CPP entro i tre giorni precedenti il giorno delle votazioni presentando un minimo di 30 firme. Ogni persona può firmare a sostegno di una singola candidatura.
5. Nel locale del seggio devono essere esposte le liste dei candidati e delle candidate a delegato.
6. Sarà cura del Presidente del seggio riportare al CPP i risultati delle votazioni.
7. Il CPP, d’intesa con il CPR e seguendo la normativa del CPN, prevede all’interno del territorio provinciale, l’ubicazione dei seggi che concorreranno alla elezione dei delegati all’Assemblea Costituente Nazionale. Per favorire la più diffusa partecipazione possibile alle Primarie tali luoghi dovranno essere luoghi di massima visibilità e presenza giovanile ( piazze, luoghi di studio, ecc…)
Art 9 Elezioni dei delegati all’Assemblea Regionale
1. Nello stesso giorno e negli stessi luoghi delle elezioni dei delegati all’Assemblea Nazionale avvengono le elezioni dei delegati all’Assemblea Regionale.
2. I delegati all’Assemblea Regionale si eleggono con una lista unica aperta e la preferenza singola di genere. Ogni candidato può presentare la propria candidatura al CPP entro i tre giorni precedenti il giorno delle votazioni presentando un minimo di 15 firme. Ogni persona può firmare a sostegno di una singola candidatura.
3. Nelle vicinanze del seggio devono essere esposte le liste dei candidati e delle candidate a delegato.
Art 10 L’assemblea nazionale
L’assemblea nazionale è composta da 1000 membri eletti in rappresentanza delle diverse realtà regionali.
• Proclama Segretario Nazionale il candidato che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, espressi in maniera libera e segreta.
• Qualora il documento presentato dal candidato non fosse approvato nella modalità suddetta si provvederà all’elezione del Segretario nazionale con voto segreto di tutti i costituenti nazionali.
• Emenda ed approva il Manifesto Fondativo.
• Elegge la direzione nazionale.
• Vota nome e simbolo dell’organizzazione.
• Approva lo statuto ( vedi partito!)
• Definisce il percorso di costruzione dei livelli territoriali.
• Convoca il primo congresso dell’organizzazione giovanile.
• Compie tutti gli adempimenti che l’assemblea stessa riterrà opportuno e svolge tutte le funzioni che gli saranno delegate dallo statuto nazionale.
Art 11 L’Assemblea Regionale
L’assemblea regionale è composta un numero di membri eletti in rappresentanza delle diverse realtà provinciali
• E’ l’organo di coordinamento e direzione politica dell’organizzazione giovanile all’interno del territorio regionale.
Art 12 Partecipazione on line
Il “Manifesto fondativo” sarà pubblicato on line su www.partitodemocratico.it i commenti,le osservazioni, le proposte di emendamento al manifesto raccolte via internet, saranno oggetto di discussione delle assemblee Fondative.
Art 13 Norme transitorie
1. Gli eletti di ciascuna provincia in assemblea regionale e nazionale hanno funzione di coordinamento politico fino a elezione degli organi territoriali;
2. L’ assemblea Regionale viene convocata per la prima volta dal CPR regionale;
3. Per quanto non previsto nel presente Regolamento si fa riferimento allo Statuto del PD e alle ulteriori deliberazioni del CPN che saranno emanate solamente ad integrazione del presente regolamento;
4. L’applicazione del presente regolamento è responsabilità del CPN che si costituirà in Ufficio Tecnico anche suddividendosi in commissioni al fine di garantire il corretto svolgimento del percorso costituente.

venerdì 19 settembre 2008

Emergenza: Ballismo! Studenti per una scuola pubblica, laica e democratica

Comunicato Stampa Rete degli Studenti Veneto


La Rete degli Studenti Veneto aderisce alla campagna nazionale Emergenza: Ballismo! con mobilitazioni in tutte le scuole del Veneto, a partire da venerdì 19 Settembre, con l’affissione di slogan fuori dalle scuole di Venezia, Verona e Padova contro il decreto Gelmini, che mira a bombardare il sistema della scuola pubblica e a travolgere l’impostazione di una scuola democratica.

Il 4 Ottobre saremo presenti a Roma al sit in sotto il Ministero della Pubblica Istruzione per manifestare in nostro dissenso al ministro Gelmini.

Durante tutto l’autunno si svolgeranno in ogni provincia veneta eventi, assemblee d’istituto e manifestazioni pubbliche, organizzate dalla Rete degli Studenti, per discutere questa nuova impostazione della scuola pubblica proposta dal governo Berlusconi, e decidere assieme come combatterla.Dai tagli fiscali al 5 in condotta come mezzo di bocciatura, passando dalla riduzione dell’effettivo obbligo scolastico, vogliamo smontare questa bomba ad orologeria che il nuovo ministro sta ponendo sopra il nostro futuro.
Serena Capodicasa
Coordinatrice regionale Rete degli Studenti Veneto.